Esaltazione della Santa Croce (14/9/2025)


Esaltazione della Santa Croce

Le letture della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce sono disponibili al seguente link, cliccando qui.

Riflessione

Se ci soffermiamo a riflettere sul titolo di questa festa, dovrebbe apparirci in tutta la sua gravità il forte contrasto tra la croce e la parola “esaltazione”: la croce nasce come supplizio atroce per malfattori e schiavi; ci è proposta oggi come esaltazione e motivo di festa. Come mai?

“Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito” (vangelo)

Esaltare la Croce vuol dire riconoscere ed esaltare l’amore infinito di Gesù per ciascuno di noi. Sul legno della Croce si è rivelato e ha trionfato l’amore, come unica vera via di salvezza per la vita umana. Oggi siamo chiamati a guardare la Croce come via d’amore tra il cielo e la terra; a riscoprire il mondo come l’ha pensato e voluto Dio, capovolto rispetto a quello che progettiamo e costruiamo noi. La Croce di Gesù oggi ci è presentata come una “passerella” che unisce questi due modi di intendere la vita: quello di Dio e il nostro; come uno “scivolo” d’amore che Dio sceglie per venire a incontrarci e a salvarci, perché vuole che “nessuno vada perduto, ma abbia la vita eterna”, vita per sempre.

“Per questo Dio lo esaltò” (seconda lettura)

La seconda lettura di oggi è una splendida professione di fede, antichissimo inno di lode al Signore. S. Paolo ci accompagna a scoprire il percorso fatto da Gesù: dalla “condizione divina” allo “svuotarsi” dell’Incarnazione nella natura umana, alla “umiliazione” della Croce, fino alla “esaltazione” della risurrezione. Dalla contemplazione di questo percorso dovrebbe nascere la nostra fede il Lui come nostro Signore.

“Il popolo non sopportò il viaggio” (prima lettura)

Il percorso di fede, a cui siamo chiamati per salvare la nostra vita, inizia anche per noi nel deserto: anche noi ci lamentiamo con Dio per quello che ci dona e ci chiede; la sua proposta non incontra il nostro gradimento (“siamo nauseati”!). Il rifiuto si rivela ben presto come sentiero di morte, interiore ed esteriore (“i serpenti”); per salvarci, è necessario riprendere a guardare a Gesù innalzato da terra e al suo dono.

“Non dimenticate le opere del Signore” (salmo)

“Il segno del cristiano” è il segno della Croce. Spesso lo dimentichiamo; talvolta lo facciamo senza pensare a ciò che rappresenta o lo trasformiamo in amuleto o monile. Le braccia aperte di Gesù Crocifisso sono un abbraccio di amore offerto per la salvezza di tutti.