
Le letture della II Domenica di Pasqua sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
Provo a mettere ordine nell’affollarsi delle riflessioni in questa Seconda Domenica di Pasqua.
Per la Chiesa intera
È l’ottavo giorno della Pasqua: per vivere la Pasqua abbiamo bisogno di un’attenzione di fede che si prolunghi nel tempo (un giorno solo per otto giorni: liturgicamente, addirittura per 50 giorni, fino a Pentecoste).
È la Domenica della misericordia: “Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti” (seconda lettura).
Per la nostra Comunità
È la domenica della Cresima: siamo chiamati a essere testimoni della Pasqua, che nel Battesimo ha segnato per sempre la nostra vita; siamo chiamati a trasmettere questa testimonianza “di generazione in generazione”.
Maria di Magdala “passa il testimone” agli apostoli e gli apostoli “passano il testimone” a Tommaso, che lo lascia cadere; egli non è con gli altri apostoli perché non ha accolto la testimonianza di Maria di Magdala; allo stesso modo non fa propria la testimonianza degli altri apostoli.
Tommaso, chiamato Didimo (gemello)
Siamo anche noi gemelli di Tommaso: nel male e nel bene, in due aspetti contrapposti, ma ugualmente veri. Del primo aspetto abbiamo già detto: non si fida della testimonianza degli altri credenti.
Riguardo al secondo aspetto: compie un suo percorso di fede per diventare testimone attraverso un’esperienza diretta. Il suo percorso di fede ha inizia dentro la Comunità in cui è tornato: “Otto giorni dopo c’era con loro anche Tommaso”.
“Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente” (vangelo).
Anche noi, ogni otto giorni, venendo a Messa, siamo invitati a guardare, toccare, gustare la carne viva del Signore. È la carne che, nonostante la risurrezione, porta ancora i segni della Passione. Il Gesù Risorto è lo stesso che ci ha amato fino a farsi distruggere la vita.
“Mio Signore e mio Dio” (vangelo)
Il nostro Signore, il Dio in cui crediamo, ha il volto di Gesù che porta i segni della Passione. Chiediamo la grazia di tornare ogni otto giorni all’incontro con la Pasqua di Gesù, per imparare a credere che “Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e, credendo, avere la vita nel suo nome”