
Le letture della II Domenica dopo Natale sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
Il giorno di Natale ho volutamente proposto a tutte le Messe il racconto del Vangelo secondo Luca; ho evitato questo brano del Vangelo secondo Giovanni, sapendo che l’avremmo ritrovato oggi. È un brano difficile da ascoltare e da commentare: ci invita a contemplare e a farci coinvolgere nel mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio (il Verbo, la Parola) alla luce della Creazione.
Giunge prezioso, a questo proposito, l’augurio di S. Paolo: “Il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore” (seconda lettura)
“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (vangelo)
“Presso Dio” non segnala una collocazione nello spazio, ma descrive una relazione: l’identità del Figlio-Verbo è relazione con Dio; il Verbo è Dio proprio a motivo della sua relazione con Dio. Viene da pensare con smarrimento e un p’ di vergogna a quanto poco valore di relazione riescano a produrre le nostre parole; a quanto (spesso) le nostre parole, invece che relazione, costruiscano divisione e tradiscano il nostro essere figli di Dio.
“La luce era la vita degli uomini: la luce splende nelle tenebre. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (vangelo)
Ecco un’altra immagine che parla del Verbo in rapporto alla creazione: il Verbo, luce che splende nelle tenebre, è vita che rende vivo il mondo.
“Il mondo è stato fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo ha riconosciuto” (vangelo)
Il riconoscimento o il non riconoscimento del Verbo si manifesta in termini di accoglienza o non accoglienza. Solo l’accoglienza del Verbo apre a ciascuno di noi la possibilità di partecipare alla sua esperienza di Figlio. Dobbiamo mettere in gioco più attenzione di fede per evitare che il Battesimo dei bambini si riveli soltanto una formalità!
“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (vangelo)
Eccoci di fronte al Natale di Gesù: l’Incarnazione del Verbo! L’umanità può prendere parte al mistero della relazione del Figlio con il Padre solo perché il Figlio ha fatto propria la nostra esistenza come creature.
“Della sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia” (vangelo)
E’ il rinnovarsi della Creazione; è un modo nuovo, pieno e sovrabbondante di essere in relazione di figli con il Padre quello che ci è ridonato nel Natale di Gesù: il Figlio di Dio diviene carne come noi e in mezzo a noi.