III Domenica del Tempo Ordinario (25/1/2026)


III Domenica del Tempo Ordinario

Le letture della III Domenica del Tempo Ordinario sono disponibili al seguente link, cliccando qui.

Riflessione

La riflessione di questa domenica ruota attorno a tre parole che (almeno spero!) non dovrebbero suonare del tutto nuove: epifania; regno dei cieli (o di Dio); vocazione (chiamata a vivere da discepoli di Gesù).

”Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce” (vangelo)
“Il Signore è mia luce e mia salvezza” (salmo)

L’epifania di Gesù come Cristo Signore inizia, in realtà, quando egli si manifesta come annunciatore di una verità che lo precede nella sua Incarnazione di Verbo (parola eterna) di Dio.

Giovanni Battista è stato arrestato: ha concluso la sua azione di “precursore” di Gesù; Gesù si manifesta partendo esattamente dallo stesso annuncio e dalle stesse parole di Giovanni; si rivela così come “grande luce che splende nelle tenebre”.

“Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (vangelo)

Il rapporto conflittuale tra tenebre e luce era presente già nel Natale (prima epifania); acquista una forza e un significato particolari anche a motivo del territorio da cui Gesù inizia la sua missione: la “Galilea delle genti” (ricordate i Magi e la seconda epifania?).

Il territorio della Galilea (Zabulon e Neftali) rievoca un passato segnato dal buio: gli Assiri (la “grande potenza” di allora) conquistano e occupano la Galilea; fanno arrivare altri profughi; spostano le persone, disgregando i legami sociali, familiari, culturali e religiosi.

Proprio da lì parte il diffondersi della “grande luce”; proprio da lì inizia il “regno dei cieli”: un modo di intendere e di costruire la vita in questo mondo dove a regnare non sono più le logiche della voracità, dell’idolatria, della prevaricazione; è Dio stesso che ripropone il suo sistema di valori, del tutto diverso da quello del mondo; Dio riprende in mano la storia degli uomini e ristabilisce il suo “essere Signore”.

Però lo fa non imponendo, ma proponendo: proposta di Dio in Gesù; libera accoglienza da parte degli uomini.

Mentre camminava, vide due fratelli (Pietro e Andrea). Disse loro: Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (vangelo)

E, dopo di loro, altri due fratelli: Giacomo e Giovanni: “Ed essi, subito, lasciarono le reti e lo seguirono” (vangelo). Per rispondere alla chiamata “dalle tenebre alla luce” è necessaria la conversione della vita: cambiare il modo di ragionare sulla vita; uscire da schemi di vita ormai consolidati dalle abitudini; rivolgersi nuovamente verso Dio, che era stato estromesso dal proprio orizzonte di vita.

Questo potrebbe e dovrebbe essere il cammino che ci attende nella prossima Quaresima.