
Le letture della III Domenica di Avvento sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
“Convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino”
Ricordate le parole con cui Giovanni Battista (“Voce che grida nel deserto”) domenica scorsaci chiamava alla conversione? Ora scopriamo che anche lui (Giovanni) deve convertirsi al Vangelo di Gesù che annuncia il Regno di Dio, la sua venuta tra noi per salvarci.
“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” (vangelo)
Le opere con cui Gesù si rivela Cristo non corrispondono alle attese di Giovanni Battista: lui attendeva “la scure posta alla radice degli alberi” e “il fuoco inestinguibile che brucia la paglia”. Le “opere del Cristo” che Gesù compie corrispondono invece a quelle annunciate e attese con speranza dal profeta Isaia: apre gli occhi ai ciechi e ridà loro la vista; purifica i lebbrosi; rimette in cammino gli zoppi; risuscita i morti; ridà speranza ai poveri. Gesù è Dio che ha a cuore la sofferenza degli uomini; porta dentro la vita degli uomini la misericordia di Dio. L’annuncio di Gesù, il suo vangelo, è: “Se accogli Dio nella tua vita, Lui porta gioia nella tua vita”.
“Andate e riferite a Giovanni” (vangelo)
Gesù risponde a Giovanni Battista: “Sì, sono io colui che deve venire. Anche io predico la conversione, il perdono dei peccati, l’avvicinarsi del Regno di Dio. Ma chiedo a te e a tutti di aprire la vita a Dio per accoglierlo così come Egli è e come Egli viene”.
“Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!” (vangelo)
Il nostro problema (anche quello di noi credenti e battezzati!) è accettare di metterci come “piccoli” davanti a Dio che si fa piccolo per incontrarci e ricostruire con noi il rapporto che salva la nostra vita.
“Il più piccolo nel regno dei cieli è più grande” (vangelo)
Piccoli perché riconosciamo la nostra povertà, il nostro bisogno che Dio venga a salvarci. Nella prima lettura, Isaia descrive la nostra povertà: con immagini prese dalla natura (deserto, terra arida, steppa); con immagini legate al nostro corpo (mani, ginocchia, cuore); richiamandoci al ritorno da un esilio lontano (lontananza da Dio). Allora (solo allora!) potremo capire perché l’Avvento è tempo di gioia. “Vieni, Signore, a salvarci” “Sostieni con la forza creatrice del tuo amore, il nostro cammino sulla via santa” di questo nostro Avvento (colletta).