
Le letture della III Domenica di Quaresima sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
Nella Quaresima che stiamo vivendo, dopo le consuete prime due domeniche (Tentazioni/Trasfigurazione), il Vangelo ci accompagna e ci accompagnerà a confrontarci con il dono ricevuto: il Battesimo. I tre brani che ascolteremo (compreso quello di oggi) erano proposti ai catecumeni adulti a conclusione del loro percorso di preparazione al Battesimo. Sono riproposti a noi per riportarci di fronte al nostro Battesimo, rinnovando le promesse battesimali (Veglia Pasquale).
“Gesù giunse a una città della Samaria, chiamata Sicar: qui c’era un pozzo di Giacobbe” (vangelo)
Il pozzo, il luogo dell’incontro tra Gesù e la Samaritana, è luogo di rivelazione. Ricordare il pozzo di Giacobbe significa evocare i Patriarchi e la storia travagliata del rapporto tra Dio e il popolo della Prima Alleanza; un rapporto di amore: fedele da parte di Dio, infedele e costantemente bisognoso di misericordia e di perdono da parte del popolo (1° lett).
Il pozzo di Giacobbe è luogo di incontro vitale: materialmente (permette di sopravvivere attingendo); spiritualmente (acqua viva è Cristo e il dono dello Spirito Santo).
Il pozzo è simbolo del desiderio di Dio: incontrare l’umanità e offrirle, in Gesù, una fonte inesauribile di vita. “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (2° lett.).
“Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua” (vangelo)
Nella Samaritanasiamo rappresentati tutti noi, con la nostra sete che ci rende aridi e incapaci di coltivare e dare significato pieno e definitivo alla nostra vita.
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna che testimoniava” (vangelo)
Il pozzo di Giacobbe è anche richiamo e chiamata rivolta al nostro essere cristiani battezzati. Abbiamo attinto al pozzo, immersi nella Pasqua di Gesù; siamo chiamati a essere pozzi: persone, comunità che permettono e favoriscono l’incontro tra Gesù e tutti gli assetati.
“L’acqua che zampilla per la vita eterna” noi l’abbiamo ricevuta in dono: è il Vangelo di Gesù, la sua stessa vita. Il nostro stile di vita, la nostra fede, permettono e favoriscono l’incontro con Gesù, oppure sono un ostacolo all’incontro con lui?