III Domenica di Quaresima (8/3/2026)


III Domenica di Quaresima

Le letture della III Domenica di Quaresima sono disponibili al seguente link, cliccando qui.

Riflessione

Nella Quaresima che stiamo vivendo, dopo le consuete prime due domeniche (Tentazioni/Trasfigurazione), il Vangelo ci accompagna e ci accompagnerà a confrontarci con il dono ricevuto: il Battesimo. I tre brani che ascolteremo (compreso quello di oggi) erano proposti ai catecumeni adulti a conclusione del loro percorso di preparazione al Battesimo. Sono riproposti a noi per riportarci di fronte al nostro Battesimo, rinnovando le promesse battesimali (Veglia Pasquale).

“Gesù giunse a una città della Samaria, chiamata Sicar: qui c’era un pozzo di Giacobbe” (vangelo)

Il pozzo, il luogo dell’incontro tra Gesù e la Samaritana, è luogo di rivelazione. Ricordare il pozzo di Giacobbe significa evocare i Patriarchi e la storia travagliata del rapporto tra Dio e il popolo della Prima Alleanza; un rapporto di amore: fedele da parte di Dio, infedele e costantemente bisognoso di misericordia e di perdono da parte del popolo (1° lett).

Il pozzo di Giacobbe è luogo di incontro vitale: materialmente (permette di sopravvivere attingendo); spiritualmente (acqua viva è Cristo e il dono dello Spirito Santo).

Il pozzo è simbolo del desiderio di Dio: incontrare l’umanità e offrirle, in Gesù, una fonte inesauribile di vita. “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (2° lett.).

“Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua” (vangelo)

Nella Samaritanasiamo rappresentati tutti noi, con la nostra sete che ci rende aridi e incapaci di coltivare e dare significato pieno e definitivo alla nostra vita.

Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna che testimoniava” (vangelo)

Il pozzo di Giacobbe è anche richiamo e chiamata rivolta al nostro essere cristiani battezzati. Abbiamo attinto al pozzo, immersi nella Pasqua di Gesù; siamo chiamati a essere pozzi: persone, comunità che permettono e favoriscono l’incontro tra Gesù e tutti gli assetati.

“L’acqua che zampilla per la vita eterna” noi l’abbiamo ricevuta in dono: è il Vangelo di Gesù, la sua stessa vita. Il nostro stile di vita, la nostra fede, permettono e favoriscono l’incontro con Gesù, oppure sono un ostacolo all’incontro con lui?