IV Domenica di Quaresima (15/3/2026)


IV Domenica di Quaresima

Le letture della IV Domenica di Quaresima sono disponibili al seguente link, cliccando qui.

Riflessione

Nel nostro cammino quaresimale siamo accompagnati dalle persone della Samaritana, del cieco dalla nascita e da Lazzaro, l’amico di Gesù. La storia del loro incontro con Gesù è la storia della loro risurrezione: tornano a vivere; la loro vita non è e non sarà più la stessa di prima. Ci raccontano quella che dovrebbe essere la nostra storia di battezzati nella Pasqua di Gesù: forse non lo è mai stata; forse non lo è più; sicuramente ha bisogno di essere rinnovata anche nella Pasqua di quest’anno.

“Un uomo cieco dalla nascita… Sedeva a mendicare” (vangelo)

Nella concezione religiosa della Prima Alleanza, il cieco (come anche il lebbroso) era considerato “non vivente” a causa del peccato che lo separava da Dio. Gesù si oppone a questa convinzione (“né lui ha peccato, né i suoi genitori”); fa un gesto molto simile a quello di Dio creatore che dà vita all’uomo.

“Una cosa so: ero cieco e ora ci vedo” (vangelo)

Da cieco non ha non ha nome, non ha volto; la sua vita è senza significato. Ma una volta guarito, le prime parole che dice sono “Sono io”: sono qui; sono nato; posso testimoniare quello che Dio, attraverso Gesù, ha compiuto nella mia vita.

“Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo” (vangelo)

Come il cieco guarito, anche noi potremmo vedere quello che la Parola di Dio realizza nella nostra vita, quando la accogliamo con le orecchie del cuore: quello che udiamo si trasforma in luce per camminare nella vita. Sono i segni del Battesimo: l’acqua (la Samaritana); la candela accesa al Cero Pasquale (il cieco); la veste bianca (Lazzaro).

“L’uomo che si chiama Gesù… È un profeta… Credo, Signore” (vangelo)

C’è un cammino da compiere, come ha fatto il cieco, per giungere a “prostrarci davanti a Gesù”

“Un tempo eravate tenebre, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce” (seconda lettura)

Questa è la nostra fede, quella che proclameremo tra poco: Gesù, il Figlio fatto uomo, immergendoci nella sua Pasqua e rendendoci partecipi della sua Pasqua, ci ha fatto uscire dalla cecità nella quale eravamo nati.

“L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore” (prima lettura)

Questa è la grazia da chiedere al Signore, come suggeriva la Colletta.