
Le letture della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
“Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge” (seconda lettura)
In questo ottavo giorno della celebrazione e dell’amore racchiuso nella mente e nel cuore di Dio, siamo riportati con decisione dentro il mistero dell’Incarnazione.
“I pastori andarono senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia” (vangelo)
Proprio perché consapevoli della povertà della loro carne, i pastori sono i primi ad accorgersi di un segno così piccolo, così modesto, così umile; e ad accoglierlo per la loro vita. I segni del Regno di Dio sono stati allora (e sono ancora oggi) segni difficili da discernere e da accogliere. Ecco perché ci vengono riproposti anno dopo anno: per continuare a credere che la notte di questo nostro mondo è squarciata dalla luce di Dio; che l’oscurità non è né l’origine né l’orizzonte di questa nostra storia.
Verrebbe da disperare: di fronte a guerre, violenze, disprezzo per ciò che è umano, abbiamo solo questi “poveri segni” ad alimentare la speranza. Sta a noi, alla nostra fede-speranza-carità, fare in modo che la fragilità del segno non venga schiacciata.
“Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (vangelo)
“Custodiva”: come chi ha scoperto di avere a che fare con qualcosa (Qualcuno) che ha grande valore; faceva tesoro di tutto ciò che vedeva e udiva, anche dai pastori.
“Meditandole”: interrogando i segni e lasciandosi interrogare da loro; ricomponendo nel suo cuore i frammenti, come a ricostruire un mosaico. È una lotta mai finita, contro “colui che dilania” e divide per disperdere i segni dell’amore di Dio: il diavolo.
“Ti benedica il Signore e ti custodisca” (prima lettura)
Ricordate? “Benedetta tu tra le donne; il Signore ti ha ricolmato della sua grazia”. Questo, per noi cristiani, dà senso all’augurio che ci scambiamo anche oggi. Buon anno!