
Le letture del Natale del Signore sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
“Oggi è nato l’Emmanuele, il Dio-con-noi” (1° lettura)
E’ il titolo del foglietto che accompagna questa nostra celebrazione del Natale di Gesù. L’abbiamo tradotto nel canto: “Oggi è nato per noi il Salvatore” (salmo). “Dio con noi; Salvatore”: abbiamo capito queste parole?
“Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce” (1° lettura)
Lasciamo risuonare anche nel nostro cuore l’annuncio del profeta Isaia. Il motivo della nostra presenza qui, del nostro far festa e della nostra gioia a Natale affonda le sue radici proprio qui, solo qui: nel non sfuggire a questo contrasto; nell’accettare con umiltà di guardare le nostre “tenebre” per tornare ad apprezzare questo dono di luce; nel non tentare di sfuggire a questo contrasto illudendoci di trovare in noi stessi e nei nostri tentativi (talvolta goffi e imbarazzanti!) di illuminare le nostre tenebre artificialmente, parzialmente e provvisoriamente (oh, quanto provvisoriamente!).
Le nostre tenebre: è storia antica quanto il mondo, che accompagna da sempre (e anche oggi) l’umanità; Isaia le descrive con grande efficacia. Sono “gioghi che opprimono” e vanno spezzati; sono “sbarre sulle spalle” che rendono prigioniere persone umane; sono “bastoni di aguzzini” che martoriano e rendono invivibile la vita di intere popolazioni nel mondo.
La luce: è “la grazia di Dio che porta salvezza a tutti gli uomini”; ha un nome, Gesù, che significa “Dio salva”. “Ci insegna a rinnegare l’empietà (cioè il fare a meno di Dio) e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia, con pietà” (cioè lasciando spazi a Dio, perché possa salvarci. (2° lettura)
Non sembrano parole difficili da capire; se lo sono diventate è perché ci siamo disabituati ad ascoltarle.
“Non c’era posto per loro (Maria, Giuseppe, Gesù) nell’alloggio” (vangelo)
Le tenebre persistono; la luce fatica a “trovare posto” in noi. Riguarda anche noi, cristiani di oggi? Le parole che abbiamo ascoltato non vengono a “lisciarci il pelo”; vengono in contrasto con le nostre umane attese su Dio; ci dicono che Lui è proprio là dove abbiamo escluso che possa stare.
Forse, per vivere un Buon Natale, dobbiamo smettere di cercare la “magia del Natale”; dobbiamo distogliere un po’ di tempo e di spazio al costruirci da soli la “magia del Natale”; dobbiamo riportare il nostro cuore davanti all’evento pensato e realizzato dall’amore di Dio per noi: l’Incarnazione di suo Figlio “per noi uomini e per la nostra salvezza”. Se è proprio quello che abbiamo fatto questa sera, ringraziamo il Signore.
Buon Natale a tutti voi.