
Le letture della Solennità di Nostro Signore Cristo Re dell’Universo sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
L’Anno Liturgico, giunto alla sua conclusione, ci conduce davanti a Gesù per riconoscerlo Signore, Cristo, Re. Il Vangelo, ancora una volta, ci “spiazza”; la regalità di Gesù ha un volto sconvolgente: è senza potere, senza gloria; parla di una sconfitta invece che di una vittoria; il trono è la Croce, la corona è di spine, le mani sono inchiodate. Nella seconda lettura, S. Paolo ci ammonisce: “Non fatevi ingannare dall’apparenza: è lì, in Gesù, che Dio (il Padre) rivela il suo vero volto”.
A noi, oggi, è chiesto se lo accogliamo come nostro re nella nostra vita personale, confrontandoci con i personaggi del Calvario: il popolo, il gruppo dei “quelli che contano”, il “buon ladrone”.
“Il popolo stava a vedere” (vangelo)
“I capi invece deridevano Gesù…I soldati lo deridevano…Uno dei malfattori lo insultava” (vangelo)
Il popolo non prende posizione; sta lontano; tiene le distanze da Gesù; non vuole farsi coinvolgere. Eppure lo aveva acclamato pochi giorni prima!
I capi tentano Gesù, come aveva fatto il diavolo all’inizio: Se sei il Cristo, salva te stesso!” (vangelo). È la negazione di tutto quello che Gesù ha detto e ha fatto; è l’affermazione che la regalità si deve manifestare come potenza e superiorità, schiacciando gli altri.
“Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi giustamente; egli invece non ha fatto nulla di male” (vangelo)
“Gesù, ricordati di me…Oggi sarai con me nel paradiso” (vangelo)
Il “buon ladrone” ci accompagna a fissare lo sguardo su Gesù Crocifisso per riconoscerlo come Re e diventargli fedeli. Egli ritrova libertà interiore ricercando consapevolezza e verità riguardo a se stesso. Il “buon ladrone” ha capito che Dio ha ricordo di lui come persona, più che dei suoi peccati; che il Regno di Dio è una questione di relazione ritrovata e di riconciliazione ridonata.
Regno di Dio è essere con Gesù, dove lui è; nasce da una fede che è profondamente collegata alla speranza, come ci ha ricordato questo Anno Santo che volge al termine. E’ la forza dell’amore di Dio a salvarci: quella che scaturisce dal legno della Croce e da Gesù Crocifisso.