
Le letture della Solennità di Tutti i Santi sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
“Vedendo le folle, Gesù si mise a parlare e insegnava” (vangelo)
Che cosa avrà visto Gesù, per lasciare uscire dal suo cuore le parole delle Beatitudini? Io penso che avrà visto quello che vede anche oggi guardando questa nostra umanità: da un lato il venir meno del senso dell’umano, smarrito dentro la ricerca affannata, affannosa e prepotente di un benessere individuale e personale, scaricata addosso a chi non può tutelarsi e reagire; il contrario di quello che aveva lui nel cuore e che dava senso alla sua vita; dall’altro lato la sua umanità da Figlio di Dio, vissuta a misura di Dio, quella che lui viveva ed era venuto a ridonare a noi.
Ecco: io penso che le Beatitudini siano prima di tutto “una fotografia” di Gesù e della sua vita, la sua “carta di identità”. Ogni beatitudine proclamata da Gesù illumina e descrive la vita di Gesù e il suo ministero: condividere la povertà di coloro che lo accoglievano, chinarsi con amore sulle persone malate, piangere con chi era nel dolore, proclamare la giustizia, avere misericordia per i peccatori.
E’ quello che hanno fatto e continuano a fare i santi: quelli di ieri e quelli di oggi, quelli riconosciuti e quelli sconosciuti. I santi hanno preso sul serio il Vangelo di Gesù; hanno messo a confronto la loro vita con quella di Gesù; hanno dato tempo e spazio all’ascolto del Vangelo e alla grazia che sgorga abbondante dalla Pasqua di Gesù, per nutrire e sostenere la loro vita da figli di Dio nati dal Battesimo (seconda lettura).
Oggi ci è chiesto di guardare queste persone e di riconoscere in loro la possibilità che è donata anche a noi: rendere di nuovo “beata” (felice!) la nostra vita qui sulla terra. Le beatitudini ci rivelano il senso della vita cristiana: non sono destinate a persone “speciali”; non sono il risultato di capacità umane più nobili di altre e più alte del “normale”. Le beatitudini sono un dono di Dio: quello che Dio ci ha fatto donandoci suo Figlio per trasformare la nostra vita in una vita santa, intrecciando il nostro impegno a umanizzare la vita con la grazia dell’essere figli di Dio.
La santità è dono di Dio che nasce dal Battesimo. La santità è chiamata di Dio a rispondere a questo dono. Chiediamo anche per noi la grazia di una vita umana trasfigurata dalla grazia di Dio: di una umanità a misura di Dio”.