
Le letture della VI Domenica di Pasqua sono disponibili al seguente link, cliccando qui.
Riflessione
“Non vi lascerò orfani…Pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito” (vangelo)
Abbiamo ascoltato oggi un secondo brano del “Discorso di commiato” di Gesù dai suoi discepoli (Ultima Cena). Il distacco di Gesù dai discepoli non è un abbandono: è la possibilità di un modo nuovo di rimanere in comunione con Gesù e, attraverso il “secondo Paraclito”, con il Padre (il “primo Paraclito” è Gesù stesso).
“Io vivo e voi vivrete” (vangelo)
Gesù aggancia in modo definitivo la nostra vita di battezzati alla vita di Dio Padre, Figlio, Spirito Santo. Questa promessa di vita è il vero annuncio della Pasqua di Gesù e della nostra Pasqua. Lo “Spirito della verità” (il Paraclito) ha condotto tutta la vita di Gesù e può “condurre fuori” (Pasqua) la nostra vita da figli di Dio. Il dono dello Spirito Santo fa giungere il progetto di Dio (la nostra salvezza) alla sua piena realizzazione: vivere la nostra vita così come l’ha vissuta Gesù.
Pasqua (per Gesù e per noi) non è sopravvivere, ma vivere pienamente. La vita terrena del Figlio di Dio è disseminata di “segni” che parlano di “vita piena”: i miracoli. Sono i segni di una battaglia per la vita, contro ogni principio di morte: la malattia, il male, la violenza, l’esclusione.
“Io vivo e voi vivrete” (vangelo)
Gesù, il Risorto Vivente, oggi ci dice: “Se mi amate, fate vivere gli altri; generate vita intorno a voi. Così diventa vera la vostra Pasqua”. Gesù risorto non pretende che noi siamo “perfetti”: conosce le nostre debolezze e le nostre fragilità; ci chiama a essere fecondi nel generare vita; a rendere visibili nella nostra vita la fede, la speranza e la carità. Sono i doni (le virtù teologali) seminati in noi il giorno del nostro Battesimo; sono i doni pasquali che immergono la nostra vita dentro la vita di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo; sono i doni che ci rendono “pronti a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi” (seconda lettura e colletta)