XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (12/10/2025)


XXVIII Domenica del Tempo Ordinario

Le letture della XXVIII Domenica del Tempo Ordinario sono disponibili al seguente link, cliccando qui.

Riflessione

“Lungo il cammino verso Gerusalemme” (vangelo)

A Gerusalemme Gesù porterà a compimento la sua missione: donerà la sua vita per salvare la nostra; il suo dono rimarrà a nostra disposizione nell’Eucaristia; è un dono gratuito. Il cammino di Gesù è accompagnato e attraversato dal confronto con la malattia: il nostro bisogno di essere guariti e salvati.

“Gli vennero incontro dieci lebbrosi” (vangelo)

Rappresentano tutti noi: la nostra fragilità, la nostra malattia, il nostro bisogno di salvezza.

“Appena li vide, Gesù disse loro: Andate a presentarvi ai sacerdoti”

L’azione sacramentale della Chiesa è necessaria per essere ricondotti nella comunione con Dio e con il prossimo.

“E mentre andavano, furono purificati” (guariti) (vangelo)

Abbiamo fatto insieme un cammino: iniziato con il Battesimo, rinnovato con il Sacramento della Riconciliazione, confermato nella Cresima. Oggi la Chiesa vi dice: “Gesù vi ha rimesso in comunione con Dio Padre e con i fratelli della vostra Comunità. Conservate questa comunione; tornate a ringraziare (Eucaristia) e a rafforzare questa guarigione, perché si trasformi in salvezza”.

“Uno di loro tornò lodando Dio e si prostrò davanti a Gesù, per ringraziarlo. Ma Gesù osservò: Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono?” (vangelo)

Siamo ammalati di una cecità profonda, del cuore: non riconosciamo più il dono di Gesù. Alla gratuità del dono di Gesù, rispondiamo con l’ingratitudine: non lasciamo spazio alla grazia di Dio e alla riconoscenza nel ringraziarlo (Eucaristia). Per imparare a ringraziare, è necessario imparare ad essere umili: riconoscere di avere bisogno; non chiudersi nell’illusione delle nostre sicurezze e dei nostri progetti materiali e spirituali.

“Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia” (salmo)
“Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato”
(vangelo)

Lui ci rende giusti (ci guarisce) e trasforma la nostra guarigione in salvezza.