XXX Domenica del Tempo Ordinario (26/10/2025)


XXX Domenica del Tempo Ordinario

Le letture della XXX Domenica del Tempo Ordinario sono disponibili al seguente link, cliccando qui.

Riflessione

Anche oggi Gesù ci chiede di “fare un passo avanti” nella nostra fede, per capire ed accogliere il “Regno di Dio”: questo Dio che desidera incontrarci per entrare in rapporto con noi e salvare la nostra vita.

Siamo aiutati a fare questo “passo avanti” dal racconto di Gesù nella parabola del Vangelo, dal Battesimo che celebriamo, dalla presenza attiva di un gruppo di battezzati che si prepara a celebrare il “secondo sacramento”: quello della Riconciliazione (Prima Confessione).

Nel racconto di Gesù, tre protagonisti: il fariseo, il pubblicano e, nel tempio ad accoglierli, Dio.

“Due uomini salirono al tempio a pregare. Uno era fariseo e l’altro pubblicano” (Ritroveremo un pubblicano anche domenica prossima)

Tutto sembra renderli diversi, separarli. Il fariseo: in piedi, orgoglioso delle sue buone azioni; pronto a elencare i suoi meriti (che non sono inventati: sono veri, reali!). Il pubblicano: “non osa nemmeno alzare gli occhi al cielo”; si vergogna di quello che è e che fa; si dichiara peccatore (ed è vero!).

Gesù sembra che voglia complicarci le cose ancora di più; scombina i nostri criteri di giudizio. Secondo Gesù, è il pubblicano, non il fariseo a essere giusto davanti a Dio; è lui che “torna a casa giustificato”: reso giusto da Dio.

“Gesù disse questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri”

Ecco, allora, la chiave per capire, sia il Battesimo che la Riconciliazione: Gesù ci sta rivelando una “giustizia” che non è più (soltanto!) una qualità umana, ma un dono di Dio; è sovrabbondanza di grazia e di perdono; il giusto è la persona perdonata. Non si diventa giusti con le proprie capacità; è Dio che ci rende giusti: Dio non ci ama per i nostri meriti e non è ostacolato dai nostri peccati nel volerci bene. Al di là dei nostri meriti e dei nostri peccati, Dio ci offre amore, tenerezza e perdono.

“O Dio, abbi pietà di me, peccatore”.