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Riflessione
Abbiamo ascoltato il discorso di Gesù sulla “fine dei tempi” nel vangelo secondo Luca. Questo Anno Liturgico si avvia alla sua conclusione: in realtà, il “discorso sulla fine” è “un discorso sul fine” della vita umana.Qualcuno di voi, forse, ricorderà: “Per qual fine Dio ci ha creato?” La distruzione del Tempio di Gerusalemme preannunciata da Gesù ci riporta, in qualche misura, alla riflessione di domenica scorsa: tempio di pietre, tempio vivo che è Gesù, tempio dello Spirito che siamo noi.
Il linguaggio del vangelo non è dei più facili; parlando di futuro fa ricorso a immagini: da una parte eventi spaventosi, dall’altra una raccomandazione alla fiducia e alla speranza.
“Alcuni parlavano del tempio, ornato di belle pietre e di doni votivi”
Gesù reagisce preannunciando una catastrofe: la fine di quel tempio. Quando Luca scrive il vangelo, la distruzione è già avvenuta a opera dei Romani. Prima di Gesù, in altri tempi, l’avevano già fatto i profeti riguardo al tempio precedente: quello splendido del tempo di Salomone, ridotto a un mucchio di rovine dagli Assiri/Babilonesi; la distruzione del tempio è il segno del giudizio di Dio sul venir meno della fede dentro la vita del popolo.
Cosa possiamo dire noi, oggi? Anche la nostra situazione storica e spirituale è molto tribolata! Spiritualmente. Quando Luca scrive il vangelo, la Comunità dei primi cristiani è già nella tribolazione della persecuzione. Storicamente, siamo immersi in eventi che ci riguardano tutti; purtroppo non facciamo fatica a riconoscere gli sconvolgimenti di questa nostra epoca: guerre, rivoluzioni, terremoti, carestie. La storia degli uomini e del mondo, da sempre e fino alla fine, è colpita da questi eventi.
Quando verrà la fine di questo mondo, allora il Signore tornerà nella gloria per il giudizio. Dobbiamo imparare a vivere “come chi attende” e non come chi “si compiace di quello che si illude di aver messo al sicuro”.
“Badate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno dicendo: Sono io (“Io sono”?). Non andate dietro a loro” (vangelo)
A noi cristiani è richiesta intelligenza spirituale, per non farci travolgere dalle nostre contraddizioni: da una parte la tendenza a condannare il mondo che si rivela ostile alla Chiesa (perché è ostile, vero?); dall’altra la tentazione di affrontare l’ostilità del mondo arrendendoci ad esso, nutrendoci di mondanità.
“Allora avrete occasione di dare testimonianza” (vangelo)
Quella che Gesù ci chiede è la testimonianza della fede in Dio e in lui, per giungere a gustare la pienezza della vita (colletta).
“Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita” (vangelo)
“Per voi che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia” (prima lettura)